martedì 24 maggio 2016

Mago Greguro: miti e leggende della terra dei masciari


La magia ha sempre suscitato un certo fascino sull’essere umano. Egli la teme, ma allo stesso tempo ne è attirato e difficilmente riesce a resisterle. Non di rado capita di imbattersi nella vecchia saggezza popolare, che vuole che attraverso formule magiche e preghiere si riesca a guarire, togliere o lanciare il malocchio, ovvero quello che viene chiamato “affascino”. Massafra, per esempio, si è costruita una fama su questa tradizione popolare, non a caso viene chiamata la “terra dei masciari”.

Gravina della Madonna della Scala



Chi sono i masciari? 

Sono maghi, streghe, persone che si dedicavano alla raccolta e utilizzo di erbe medicamentose per guarire diversi malanni. Che il folklore, poi, abbia affibbiato a costoro poteri esoterici, questo è un altro paio di maniche. Di certo non si può dire che il tutto non stuzzichi la curiosità.

Legata a questa credenza è la figura di un personaggio leggendario, e della sua figliola, molto caro ai massafresi, il mago Greguro, che pare essere stato un alchimista. Qualcuno potrebbe aver sentito il suo nome legato alla quello della gravina della Madonna della Scala, o delle Rose, di Massafra, nella quale si dice che il mago vivesse, in un complesso di grotte chiamato anche farmacia del mago Greguro che in effetti esiste realmente.



Il suo accesso può essere un po’ difficoltoso per alcuni, nonostante ci sia una scala: l’entrata si trova in alto ed è piuttosto stretta. Tempo fa era necessario issarsi nella grotta con l’ausilio di una corda, pratica decisamente non adatta a tutti. Allora questa era la meta di ragazzini curiosi e scavezzacollo che si avventuravano nella gravina e si arrampicavano nella casa del mago (lo ammetto, l’ho fatto anche io... e chi riusciva a resistere??). Una volta all’interno  ci si trova davanti un dedalo di 12 stanze scavate nella roccia, tutte comunicanti tra loro, e nelle pareti gli alloggiamenti per quelli che la leggenda narra fossero unguenti e pozioni, leggenda che, ovviamente, non posso mancare di raccontarvi e vede protagonisti il nostro mago e sua figlia Margherita, affettuosamente chiamata anche Margheritella.

La leggenda di Mago Greguro e Mergheritella

Nell’anno 1000 Greguro e Margherita vivevano nella Gravina delle Rose. Dedicavano le proprie giornate al trattamento di piante officinali per ricavarne unguenti curativi, attività che aveva portato la gente di Massafra a pensare che praticassero la stregoneria.


Le materie prime erano offerte direttamente dalla gravina, luogo in cui le erbe crescevano, e crescono tuttora, rigogliose. Margheritella aveva il compito di scendere dalla grotta paterna e raccoglierle. Vista la nomina poco lusinghiera che i due si erano procurati per il proprio lavoro, la giovane svolgeva il proprio dovere durante la notte, alimentando ancor di più le maldicenze. Bisogna dire che la fanciulla era anche una gran bella figliola e tutti gli uomini del paese la corteggiavano, invano, scatenando l’ira funesta di mogli e madri massafresi, le quali additarono la povera e innocente Margheritella come strega, che aveva sedotto i loro uomini con filtri e sortilegi. In fretta e in furia venne processata e messa al rogo.

Fortuna volle che, proprio mentre le stringevano le corde e la issavano sulla pira, corse in suo aiuto l’Igumeno Anselmo, superiore del monastero bizantino di Massafra, salvandola. Se vi state chiedendo cosa stessero facendo gli uomini che si dicevano follemente innamorati di lei, questi rimasero semplicemente a guardare ciò che accadeva alla poverina.

A quel punto Greguro, in segno di riconoscenza, avrebbe dipinto una Madonna sulla roccia della gravina, la stessa che, secondo un’altra leggenda, è conservata nel Santuario della Madonna della Scala.



E questa era la leggenda del Mago Greguro, figura principe della città dei masciari. Ai giorni nostri restano alcuni toponimi che fanno riferimento a questa tradizione, come per esempio il rione degli Ostinati, le Forche, la Gravina della Zingara e la Grotta del Diavolo.  

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