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I dolci pasquali pugliesi e la loro simbologia

  Quali sono i dolci pasquali della tradizione pugliese? E perché hanno quelle forme? Scopriamo insieme cosa si prepara per Pasqua in Puglia e cosa questi dolci simboleggiano La settimana di Pasqua è sempre stata caratterizzata dalla preparazione dei dolci pasquali tradizionali in casa. Noi piccoli ci mettevano insieme alla mamma con farina, uova, latte e burro per fare le scarcelle . La mamma preparava l’impasto e una volta pronto era il nostro turno: piccole manine si impegnavano per dare alla sfoglia appiccicaticcia la forma di una colombella, metterle un occhietto di cioccolato, il becco di mandorla, una spolverata di codette di zucchero (perché così è tutta bella colorata!) e, infine, l’uovo sodo, che prima era stato attentamente decorato con i coloranti alimentari. Così passava il pomeriggio tra risa, pezzetti di impasto attaccati un po’ ovunque, seduti per terra a contemplare il forno e vedere le nostre scarcelle crescere e dorarsi.

Una cena con i fiocchi "Al Borgo Antico"

Ciao a tutti!   Salut à tous! Hi everyone! Oggi scrivo un piccolo post per darvi un consiglio. Se siete a   Crispiano , in Puglia, e non sapete dove poter gustare un pasto con i fiocchi, continuate a leggere e, magari, potreste trovare ispirazione. Aujourd'hui j'écris ce petit post pour vous donner un conseil. Si vous êtes à Crispiano , dans les Pouilles, et vous ne savez pas où go û ter un bon déjeuner , continuez à lire et, peut-être, vous pourrez trouver quelque inspiration. Today I’m writing a little post to give you a piece of advice. If you are in Crispiano , in Apulia, and you don’t know where to go to eat a good meal, keep reading and, perhaps, you could find some inspiration.

Halloween's coming!

Halloween è alle porte! Halloween approche! Halloween’s coming!  The bones of the dead and cooked grain I negozi si riempiono di articoli spaventosi, costumi, ragni, zucche d’ogni genere. Eppure fino a qualche tempo fa non si faceva troppo caso a questa festa e ora la si guarda come un’influenza dall’USA o dal Nord Europa. In realtà anche qui in Italia abbiamo le nostre usanze legate a questo periodo. Per essere precisi, se Halloween si festeggia la notte tra il 31 ottobre e l’1 novembre, in Italia i riti sono dedicati ai morti, quindi si festeggia la notte tra l’1 e il 2 novembre. Les magasins sont remplis avec des articles effrayants, des costumes, des araignées, des courges de chaque genre. Toutefois jusqu’à quelque temps en avant on ne donnait pas trop d’attention à cette fête et maintenant on la voit comme une influence des USA ou du Nord Europe. En réalité ici en Italie aussi on a nos traditions liées à cette période. Pour être précises, si on fête Halloween...

Wiener Konditorei

Wien from Belvedere Chi non conosce la pasticceria viennese alzi la mano! No, non parlo solo della famosissima torta Sacher… Allora? Nessuno? Lève la main qui ne conna î t pas la pâtisserie viennoise! Non, je ne parle pas seulement du renommé gâteau Sacher… Alors? Personne?    Those of you who don’t know Wiener pastry-making rise their hands! No, I’m not talking about the famous Sacher cake only...So? None?

Il lato dolce della festa... Le côté doux de la fête... The sweet side of the feast

Nel post sulla festa patronale di Massafra vi avevo scritto della specialità che avevo assaggiato, ovvero la “copeta”. Visto che quando si parla di cultura si parla anche di cibo, ho pensato di scrivere la ricetta, nel caso in cui qualcuno volesse provare a farla, non potendo assaggiarla sul posto. Dans le post sur la f ê te de la patronne de Massafra j’avais écrit de la spécialité que j’avais go û té, c’est-à-dire la « copeta ». Puisque quand on parle de culture, on parle aussi de gastronomie, j’ai pensé d’écrire la recette, si quelqu’un a l’envie d’essayer de la faire, en ne pouvant pas la go û ter sur le lieu. In the post about the feast of the saint patron of Massafra, I wrote about the speciality that I tasted, that is to say the “copeta”. As when we talk about culture we talk also about food, I thought to write the recipe, in case someone would like to try to make it, not having the possibility to taste it in lieu.