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Domenico Carella: let' go to Palazzo Ducale

Versione italiana It's the end of June, a Sunday morning. For many people it had to be the moment to permit themselves a day on the beach, at last. But, in spite of many prayers, the sun didn't even show for a moment. Big thick grey-marbled clouds loom over the historic centre of Martina Franca . It's eleven. In XX settemvre Square, the "stradone", tourists walk under the trees, near to the benches of retired people: they fix a spoiled trip on the beach. There's a group of children, all with the same hat guided by six adults: a summer camp, surely. Either they have the hybrid outfit of the tourist betrayed by bad weather: flip flops, Bermuda shorts and jacket. They look up in the air and observe the Saint Martin on a horse that is above the arch of the 18th century from which you enter the town. It starts raining. Entering a covered place is a need.   

Domenico Carella: Andiamo al Palazzo Ducale

English version Fine giugno; una domenica mattina. Per molti doveva essere il momento per concedersi finalmente una giornata di mare. Ma, a dispetto delle tante preghiere, il sole non si è nemmeno affacciato. Densi nuvoloni marezzati di bianco incombono sul centro storico di Martina Franca . Sono le undici passate. Su piazza XX settembre, lo ‘stradone’, i turisti passeggiano sotto gli alberi, vicino alle panchine dei pensionati: rimediano alla gita in spiaggia andata buca. C’è un gruppo di bambini coi cappellini tutti uguali, guidati da sei adulti: una colonia, di sicuro; anche loro con l’abbigliamento ibrido del turista tradito dal maltempo: infradito, bermuda e giubbotto. Se ne stanno col naso per aria e osservano il san Martino a cavallo che sovrasta l’arco settecentesco da cui si accede alla città vecchia. Comincia a piovere. Entrare in un posto coperto diventa una necessità.