Una masseria nel cuore della Puglia che custodisce un importante patrimonio della Murgia. Scopriamo Masseria Russoli, una delle Cento Masserie di Crispiano, che si è dedicata alla tutela e salvaguardia dell'asino di Martina Franca, in una bolla di serenità che profuma di macchia mediterranea.
C’è un posto in Puglia, tra il primo scalone della Murgia tarantina e Taranto, dove regna la macchia mediterranea, dove il profumo di rosmarino si mischia a quello del lentisco e del pino, dove i fiori gialli e le bacche rosse colorano i cespugli odorosi che crescono tra la terra e la roccia della Premurgia. Degli zoccoli si muovono sicuri in questo territorio: è l’asino di Martina Franca.
Questa non è solo una bella immagine: è la realtà di Masseria Russoli, una delle Cento Masserie di Crispiano, che si occupa della tutela e della salvaguardia del patrimonio genetico di questa razza asinina.
In una mattina d’inverno siamo andati a scoprirla e a conoscere da vicino questo asino autoctono, che nel corso del tempo ha rischiato di estinguersi.
Masseria Russoli
Varchiamo i cancelli di Masseria Russoli. Risale al XVII secolo. La sua struttura si raccoglie tutta in un unico blocco. Due garitte di avvistamento al piano superiore ci raccontano di un passato in cui era necessario difendere la proprietà e le sue ricchezze dai pericoli del tempo: i briganti. Una piccolissima cappella si appoggia sul retro dell’edificio centrale. A quanto pare non viene più utilizzata dalla metà dell’Ottocento e della sua precedente funzione conserva solo un altarino.
Questi erano luoghi di lavoro, dove si coltivava, si allevava, si commerciava, ma erano anche luoghi sociali. Poco distante dalla cappella, in posizione rialzata, c’è un’aia settecentesca lastricata con pietre rettangolari. Un luogo di lavoro, certo: qui si procedeva alla trebbiatura del grano, ma era anche il posto in cui ci si riuniva per socializzare una volta terminata la giornata lavorativa, dove persino si combinavano matrimoni.
Con un po’ di immaginazione riusciamo a vedere gli uomini e le donne della masseria popolare questo spazio, ognuno indaffarato nelle sue faccende e magari qualcuno, come me adesso, di tanto in tanto si prendeva un momento per lasciar vagare lo sguardo sul panorama della valle che si vede da quassù.
I “russoli” in dialetto locale sono i corbezzoli. I nomi delle masserie di questa zona hanno sempre un significato legato a una loro caratteristica e questa non fa eccezione. Seguiamo il sentiero e ci sfilano davanti le meraviglie botaniche che ospita all’interno dei suoi confini: ginestra, lentisco, corbezzolo, carrubo e biancospino, bagolaro, anche chiamato “spaccasassi” per la forza delle sue radici, e terebinto. Ci soffermiamo su ogni esemplare, scoprendone le caratteristiche già ben note ai nostri avi, che sapevano trarre beneficio anche da una terra solo apparentemente poco ricca. Alcune piante possono essere una fonte di sostentamento, altre sono utili per alleviare alcuni disturbi fisici, altre ancora si dice addirittura che abbiano proprietà afrodisiache.
Mentre ammiriamo un bagolaro monumentale, nel bel mezzo di un prato, stagliarsi contro l’azzurro del cielo invernale pugliese, un raglio richiama l’attenzione. Gli asinelli. L’esperienza qui non è solo questo percorso botanico, ma tutto l’ecosistema e gli asini ne sono una componente fondamentale, oltre che simpatica.
L’asino di Martina Franca
Arriviamo al termine del sentiero. Più in là c’è il recinto che raccoglie gli asini. Ci vedono: per loro, siamo noi l’attrazione. Già cominciano ad avvicinarsi alla staccionata e quando anche noi siamo vicini non servono presentazioni: musi bianchi e curiosi si allungano oltre la barriera alla ricerca di carezze e gli occhioni dolci danno il benvenuto. E carezze siano!
L’asino di Martina Franca è più grande e resistente rispetto alle altre razze della sua specie, ma ha anche un carattere docile e amichevole. Adesso stiamo accarezzando un bel pelo folto e riccioluto, che li protegge dalle temperature invernali, ma durante i mesi caldi faranno la muta, lasciando spazio a un manto più corto e fresco.
Questa masseria, tra Martina Franca e Crispiano, è il posto perfetto per loro, che sono nati tra le rocce della Murgia e non potrebbero stare altrove, letteralmente. Sono così fortemente legati al questo territorio da cominciare a perdere le proprie caratteristiche se allontanati da esso.
I problemi per questi animali sono cominciati a partire dalla metà del ‘900. Gli asini di Martina Franca vennero richiesti e apprezzati per la riproduzione dei muli proprio per quella forza e resistente che contraddistingue la razza. Non è un caso se quei muli vennero utilizzati durante i conflitti mondiali per l’ingrato compito di trasportare le armi. Questo, unito all’avanzata della meccanizzazione del lavoro agricolo, ha fatto sì che il numero degli esemplari diminuisse significativamente. La consanguineità rappresentava un reale pericolo per la sopravvivenza della razza.
Ecco che nel 1981 è nato il Centro per la conservazione del patrimonio genetico dell’asino di Martina Franca. Noi adesso stiamo facendo salotto con le asine e i loro piccoli, ma distaccati, in due stalle, ci sono due stalloni, i campioni della razza, coloro che devono essere perfetti per portare avanti la specie. Andiamo a conoscere anche loro.
Avendo i maschi un temperamento più irruento delle femmine, ne incontriamo solo uno: arriva al trotto, fiero. È più alto, ha le orecchie lunghe e dritte e degli zoccoli che solo a guardarli danno un senso di stabilità, ma negli occhi contornati di bianco c’è la stessa dolcezza disarmante.
Gli asini nella Masseria Russoli
Cosa fanno gli asini in Masseria Russoli? Semplicemente vivono. Qui non sono al servizio dell’uomo, semmai il contrario. Il latte delle asine è solo per i loro piccoli, sono liberi di muoversi e di arrivare a una giusta vecchiaia.
Certo, un patrimonio prezioso come questo sarebbe un peccato tenerlo nascosto. Infatti Masseria Russoli è una masseria didattica, con attività rivolte alle scolaresche, a studiosi e appassionati e ha un programma di onoterapia per i ragazzi con disabilità, proprio per la facilità che hanno questi animali di entrare in contatto con l’uomo ed empatizzare con lui.
Informazioni utili
Masseria Russoli si trova sulla Strada Provincia 49 al km 11, in Contrada Pilano nel comune di Crispiano, perciò è necessario essere automuniti per raggiungerla.
Essendo di proprietà della Regione Puglia, la masseria è visitabile solo prenotando una visita guidata. Per le prenotazioni puoi contattare direttamente la masseria oppure puoi rivolgerti all’Infopoint di Crispiano, dove guide esperte ti accompagneranno a scoprire questo posto non solo bello, ma anche virtuoso, in un’esperienza che coinvolgerà tutti i tuoi sensi.







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