lunedì 9 gennaio 2017

Un pezzetto di Russia a Bari



Le lezioni sono finite; è ora di prendere l’autobus e tornare a casa. Mi incammino verso la stazione centrale di Bari, la attraverso per raggiungere Largo Ciaia, la mia fermata. Il pullman è già lì, in attesa di partire con destinazione Taranto. Mi accomodo nel veicolo, lato finestrino, come sempre. Si parte.

Lentamente sfilano i palazzi che si affacciano su Viale Unità d’Italia e a un tratto eccola lì: una piccola cupola verde brillante come una candela svetta tra le costruzioni. E' la chiesa russa di San Nicola.


Per anni ho visto questa scena e ogni volta il desiderio di scoprire come fosse all’interno la chiesa ortodossa cresceva un po’ di più. Ho dovuto aspettare di terminare gli studi universitari per avere l’occasione di visitarla e capire qualcosa in più di una cultura così legata alla città di Bari.
La mia visita è stata guidata da dei volontari russi  e non avrei potuto chiedere di meglio. Non solo hanno fatto del loro meglio per fornirci tutte le informazioni che potevano sulla chiesa e la sua storia, ma ci hanno trasmesso tutta la loro vocazione. Probabilmente per loro questa chiesa rappresenta un pezzetto della madre patria, essendo stato il terreno su cui è edificata donato alle autorità della Russia nel 2007: per un’oretta sono stata ospite dei russi, insomma.


























La chiesa si trova nel quartiere Carrassi, in Corso Benedetto Croce e la sua costruzione cominciò nel 1913 a opera della Società Imperiale Ortodossa di Palestina. La sua importanza è tale da avere persino una “gemella” a San Pietroburgo.

Ho sempre pensato che quando ci si accinge a visitare qualcosa di estraneo alla nostra cultura o religione non bisogna abbandonarsi alle aspettative, perché non sappiamo cosa troveremo e potremmo non goderci quello che abbiamo di fronte. Questo vale anche per questa chiesa. Noi italiani siamo abituati a un certo stile architettonico e a una ricchezza di dettagli, ma dobbiamo ricordare che si tratta di chiese cattoliche. La chiesa russa è ortodossa e di conseguenza segue altri criteri. Uno degli elementi principali, per esempio, è l’iconostasi, una parete costituita da icone, appunto, con al centro quella che viene definita porta santa. Il principe Sirinskij-Sichmatov raccolse di persona le effigi antiche per le iconostasi delle chiese di Bari e di San Pietroburgo. Purtroppo però non vennero portate a Bari a causa della guerra. Oltre questo divisorio c’è il presbiterio a cui hanno accesso solo il vescovo e il sacerdote.


Entrata nella chiesa mi è impossibile non notare un’icona esposta nel mezzo della sala. Ci spiegano che di norma viene sistemata quella del santo del giorno, tranne durante le festività legate a San Nicola. In queste occasioni viene mostrata per tutto il periodo quella del santo a cui è dedicata la chiesa.

Ci fanno notare anche l’icona di una Madonna col bambino chiamata “Madre di Dio”. La sua particolarità sta nel fatto che perde sangue. La leggenda vuole che degli infedeli la colpirono con una spada, sfregiandola e da quella ferita uscì del vero sangue. La storia di questa icona è molto più lunga e articolata di così, costellata di miracoli fatti dalla Madonna. Quello che mi ha più colpita non è stata la sua storia, le persone che sono arrivate anche a sacrificarsi pur di salvarla da razzie o i suoi viaggi, ma il modo in cui veniva raccontata. Raramente mi è capitato di percepire una così profonda venerazione e fede nella propria religione. Vedere la commozione delle guide mentre ci spiegavano gli eventi legati alla chiesa russa è stata la vera sorpresa di questa visita.


Alle spalle della chiesa c’è un giardino con molte piante, alcuni vialetti e panchine. Da qui si ha accesso a una seconda chiesa, che ci dicono essere stata realizzata in pochissimo tempo, con un’iconostasi decisamente più piccola rispetto alla precedente, ma comunque molto curata.


La Puglia e la Russia

La visita è terminata. Non è stata molto lunga, ma è stato un modo affascinante di passare una mattinata diversa. Mentre camminiamo per il giardino verso l’uscita un senso di pace e tranquillità mi pervade, in totale contrapposizione col traffico e caos della strada vicina, insieme a quella contentezza per aver finalmente realizzato ciò che desideravo da tempo.

      

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